Progetto Ferrante Aporti (1981-1995)

Sezione: Disagio ed emarginazione

La storica locandina di uno degli eventi Yoshin Ryu al Ferrante AportiAll’interno dell’Istituto Ferrante Aporti di Torino la pratica del Jutaijutsu è proseguita per oltre 15 anni.
Le difficoltà e le incomprensioni dei primi tempi, di coloro che accusarono la Scuola di voler “insegnare a picchiare i delinquenti” sono state nel tempo superate. Studiosi di tutta Europa hanno guardato con interesse a questa esperienza e, cosa che più conta, alcuni giovani ex-detenuti, perfettamente inseriti nella società e conseguito il grado di Istruttori, sono diventati i perni attorno a cui si è retta la continuazione del progetto: sono tornati insomma, in quel carcere che li aveva visti come reclusi per avviare altri giovani sulla strada che ha favorito il loro recupero.
I giovani che hanno trovato nel Jutaijutsu una “strada” per ricominciare, un’occasione per ridefinire la loro scala di valori, per attingere a nuovi modelli comportamentali basati sul rifiuto della violenza, sulla sicurezza priva di arroganza, sull’umiltà scevra da servilismo, sul senso della responsabilità, sulla disciplina e sulla meritocrazia, sul confronto “alla pari” con gli altri. D’altra parte i praticanti della Yoshin Ryu che hanno operato nel carcere hanno avuto modo di conoscere direttamente e di meglio comprendere la realtà di un “disagio” diffuso e di trarre da questa esperienza motivo di accresciuta maturità.

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